Krapfen a Carnevale: tradizione altoatesina

https://www.eska.it/image/cache/catalog/News/082_krapfen_carnevale_altoatesino_2026-1200x600.jpg
  • 29/01/2026
  • 0 Commenti
  • 44 Visualizzazioni

Non tutte le regioni festeggiano il Carnevale friggendo frittelle, chiacchiere o castagnole. Ce n’è una in particolare, e parliamo dell’Alto Adige (Südtirol), dove il Carnevale è tradizionalmente legato ai krapfen!

In Alto Adige l’influenza austro-tirolese è fortissima e il dolce simbolo del periodo carnevalesco è proprio il Krapfen, parente stretto del Berliner tedesco. Si tratta di bomboloni fritti, soffici e ben gonfi, tradizionalmente ripieni di confettura di albicocche, che si trovano ovunque tra gennaio e Carnevale: panetterie, pasticcerie, rifugi e feste di paese.

Le chiacchiere si trovano, certo, ma non sono il simbolo principale del Carnevale (e spesso sono più legate a sagre, mercatini o tradizioni locali specifiche): il vero re del Carnevale in Alto Adige è il krapfen!

Tecnica

Che cos’è dunque un krapfen? È un dolce fritto lievitato, soffice e profumato, tondo e ben gonfio, con una striscia chiara centrale (segno di una lievitazione e di una frittura fatte come si deve), e viene farcito dopo la cottura.

Tradizionalmente l’impasto è ricco ma equilibrato e comprende:

  • farina
  • uova
  • zucchero
  • burro (o altro grasso)
  • lievito
  • aromi delicati (limone, vaniglia)

Per semplificare la preparazione e la lavorazione, nella nostra gamma puoi trovare una base bilanciata chiamata KRAFEL, facile e veloce, senza rinunciare alla classica bontà di questo prelibato dolce fritto.

Ecco la ricetta:

  • base bilanciata
  • lievito
  • uova
  • acqua

Vuoi vedere la scheda del prodotto KRAFEL? Clicca qui.

La frittura deve essere pulita e asciutta, senza eccessivo assorbimento di olio: un buon krapfen deve risultare leggero, mai unto.

Il ripieno tradizionale è uno solo: la confettura di albicocche, e non a caso, poiché la sua acidità bilancia perfettamente la dolcezza dell’impasto fritto. Crema, cioccolato e pistacchio sono arrivi più moderni (buonissimi, ma non “ortodossi”).

Riassumendo, un krapfen “serio” ha:

  • volume importante ma struttura regolare
  • mollica soffice e filante, non gommosa
  • zero sapore di olio
  • farcitura equilibrata (né esplosiva né assente)

Origini e nome

Il termine “krapfen” è di origine tedesca, e rimane invariato anche nella lingua italiana, ed era già usato nel Medioevo per indicare dolci fritti.

È strettamente imparentato con il Berliner Pfannkuchen (Germania), il Faschingskrapfen (Austria) e, infine, con il bombolone italiano.

Perché in Alto Adige è il dolce del Carnevale

Come tutti i grandi fritti della tradizione, nasce per consumare uova, burro e zucchero prima della Quaresima (ne avevamo già parlato in questo articolo: Carnevale: periodo di maschere e di fritti ).

È un dolce energetico e sostanzioso, perfetto per affrontare il freddo dell’inverno alpino e profondamente legato alla forte influenza austro-tirolese.

  • 0 Commenti

Per commentare è necessario effettuare il login