Il riso è in difficoltà

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  • 14/09/2026
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Si è appena concluso il Festival Internazionale del Riso, chiamato “Risò”, una manifestazione che si è svolta dall'11 al 13 settembre 2026 a Vercelli, uno dei principali territori risicoli d’Europa, dedicata al mondo del riso italiano, sia dal punto di vista gastronomico sia agricolo e commerciale.

È stata l'occasione per fare il punto della situazione di questo mercato e l'analisi è stata impietosa: la filiera italiana del riso sta attraversando una grave crisi economica, alla quale si aggiunge una campagna produttiva 2026 particolarmente difficile.

Problemi principali:

  • Crisi climatica e disponibilità idrica: la coltivazione del riso dipende fortemente dalla disponibilità di acqua per l’irrigazione. Siccità e ondate di calore hanno reso particolarmente difficile la campagna 2026, soprattutto nelle principali aree risicole di Piemonte e Lombardia.
  • Aumento dei costi: come in altri settori, si registrano rincari significativi, soprattutto per l'energia e i fertilizzanti necessari alla gestione delle aziende agricole. L’Ente Nazionale Risi ha parlato più complessivamente di costi di produzione cresciuti di oltre il 50%.
  • Importazioni selvagge: crescono purtroppo gli arrivi di riso extra-UE (soprattutto dal Sud-est asiatico, ad esempio Cambogia e Myanmar) a dazio zero o agevolato e non soggetti agli stessi standard ambientali e di sicurezza imposti ai produttori europei.

Tutto ciò sta portando a un crollo dei prezzi: i listini del risone nelle Borse merci sono precipitati fino al 40-50% per alcune varietà, in particolare Arborio, Carnaroli e similari, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alcune proposte emerse:

  • Fare pressione presso le istituzioni europee: le organizzazioni agricole chiedono maggiore reciprocità, poiché i prodotti importati non sono necessariamente soggetti agli stessi standard produttivi e ambientali imposti agli agricoltori europei.
  • Investire in nuove tecnologie: creare una più ampia e moderna cultura della gestione della risorsa idrica, attraverso una nuova “governance” dell’acqua fondata sulla sinergia tra istituzioni, comunità, mondo agricolo e imprenditoriale.
  • Sviluppare una filiera nazionale su un riso aromatico italiano: creare un'alternativa al riso Basmati, oggi molto diffuso in Italia e di quasi esclusiva provenienza asiatica (India e Pakistan). Si vuole provare a intercettare un segmento di mercato oggi occupato dal prodotto di importazione proponendo una varietà di riso aromatico italiano nota come Apollo, un riso allungato e cristallino con caratteristiche simili al Basmati.
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